Vi invitiamo a leggere questa interessante riflessione del socio e docente Claudio Romeo che ci sprona a coinvolgerci in prima persona nella community Joomla!, sia come operatori di settore che come semplici utilizzatori.

di Claudio Romeo

socio e docente dell'Associazione Joomla!Lombardia

Alla fine di questo piovosissimo luglio 2014, ho pubblicato sul wiki di Joomla.it una guida su come realizzare un sito multilingua con Joomla 3. Pensandoci, non è solo informazione

Su invito di Donato Matturro, presidente di Joomla!Lombardia, uso questo spazio per parlare della guida che ho realizzato per il wiki di Joomla.it. Questo articolo non è tuttavia il solito comunicato stampa, ma una riflessione personale sul mondo di Joomla e, in particolare, sul mondo di Joomla in Italia.

Spero di non annoiarti: credo che a volte sia importante sospendere per un momento di ragionare sul come si fa per interrogarsi sul perché lo si fa.

Ma se sei una persona molto pratica, che non ama perdersi in disquisizioni filosofiche e che invece si trova bene a far andare le mani più velocemente di un muratore delle mie parti1, allora evita pure di leggere. Non mi offendo, giuro! Solo, ti prego di segnalare l'articolo a persone che sai che invece potrebbero apprezzarlo.

I fatti

Mentre scriveva la recensione del libro che ho scritto con la collaborazione dei soci di Joomla!Lombardia Siti efficaci con Joomla!, AlexRed (fondatore e anima di Joomla.it) mi ha chiesto se fosse possibile pubblicare un capitolo del libro su Joomla.it. Poiché l'editore, Tecniche Nuove, mi aveva già dato il permesso per pubblicare un capitolo online, la mia risposta è stata subito positiva, a patto che venissero rispettate le normali condizioni editoriali (attribuzione, non modifica e via dicendo).

Devo dire che l'intesa con AlexRed è stata immediata e totale; inoltre ci siamo subito trovati d'accordo nell'individuare nel capitolo 6 (dedicato alla costruzione di un sito multilingua) quello perfetto per la pubblicazione. Ci siamo inoltre trovati d'accordo sul pubblicare il capitolo come guida, non come articolo né manuale.

Ci ho messo un po' per capire come funziona l'editor del wiki (e mi sono inoltre imbattuto in un baco che non consentiva di generare le miniature delle immagini, baco che ho segnalato ad AlexRed e che lui ha prontamente corretto), ma poi l'inserimento del testo e delle immagini è stato più noioso che difficile. Il risultato lo puoi vedere qui: http://www.joomla.it/mediawiki/index.php?title=Joomla!_3:Sito_multilingua.

La recensione che AlexRed ha fatto del libro la puoi invece leggere qui: http://www.joomla.it/notizie/7551-nuovo-libro-siti-efficaci-con-joomla.html.

Questi sono i fatti.

Una riflessione

Pubblicando la guida, mi sono reso conto che è stata la prima guida espressamente dedicata alla versione 3 di Joomla. Nonostante Joomla 3 sia fuori da diversi mesi e che sia stabile da tempo, non vi è documentazione in italiano, se non quella relativa a Joomla 2.5 e che rimane valida anche per la versione 3.

Be', non è proprio vero che non ci sia documentazione: la Rete è piena di articoli che esaminano gli aspetti più vari di Joomla 3!

Tuttavia manca la documentazione organica, rigorosa e ben classificata. Ed è un peccato, perché il wiki di Joomla.it sarebbe il luogo perfetto per ospitare questa documentazione.

Certo, per trovare ciò di cui si ha bisogno basta usare uno qualunque dei motori di ricerca... Tuttavia un wiki è qualcosa di più. È come sfogliare uno dei vecchi manuali cartacei di una volta, sfogliarlo così senza cercare nulla di particolare, lasciando che l'attenzione venga catturata da ciò che non cerchi ma che ti fa improvvisamente accendere un'idea nel cervello. Serendipità, la chiamano (o serendipity, se proprio non vuoi usare la lingua di mamma e papà).

Ma c'è un'altra cosa. Io amo Joomla. Amo il software libero. E credo che la diffusione del software libero sia il passaggio obbligato per evitare che le prossime generazioni umane siano schiave di multinazionali, di brevetti e di divieti. Che c'entra questo?

Ritengo che la presenza di una documentazione organica sia una delle testimonianze più forti del fatto che il software libero è una realtà non solo possibile, ma vincente. Certo, è una testimonianza non per chi ne è già convinto, ma per chi ancora non lo è. E perciò è così importante!

La diffusione del software libero passa non tanto dai predicozzi sui vantaggi, quanto dal fatto che anche chi è alle prime armi può usarlo senza impazzire.

Perciò ci vogliono (oltre che software fatti bene) guide precise, approfondite, scritte in modo corretto e accattivante. Non servono gli articolini di tre righe che potrebbero essere tutt'al più la segnalazione di un trucco o il consiglio per superare un problema specifico (e per cose del genere il forum di Joomla.it funziona benissimo), quanto articoli, guide e manuali ben approfonditi.

Questo genere di documentazione ha pertanto un valore di primo livello e uno di secondo livello. Il primo è dare le informazioni. Il secondo (possiamo definirlo metalivello) è contribuire alla diffusione del software libero mediante un impianto organizzato.

E veniamo a una coltellata al cuore. Troppo, troppo spesso software libero viene inteso come software gratuito, non come condivisione. Io sono uno dei moderatori del forum di VirtueMart Italia (http://forum.vmitalia.net) e mi viene da impazzire nel constatare quanta gente cerchi una risposta e quante poche persone si prendano la briga di rispondere. Come se la community fosse sempre fatta da qualcun altro, salvo poi risentirsi se non si ottiene risposta alle proprie domande.

Se solo una persona su dieci di quelle che hanno avuto una risposta desse una risposta a sua volta (magari alle domande più semplici, quelle fatte da chi inizia e che i vecchi lupi del forum non guardano neanche più perché ne hanno piene le p***e di rispondere sempre alle stesse domande), allora il forum sarebbe vivacissimo.

Certo, il forum di Joomla.it è molto più frequentato di quello di VirtueMart Italia, ma ho il sospetto che questo problema, seppur mitigato, esista anche qui: la gran parte delle risposte sono date sempre dalle solite persone. Le quali meriterebbero riconoscimenti e ringraziamenti, ma che (credo, e spero di non sbagliarmi) baratterebbero volentieri queste cose con un po’ di aiuto in più da parte di chi l’aiuto l’ha avuto in passato.

Eppure è proprio sul questo terreno che ci giochiamo il futuro del software libero. Libertà è condivisione, è responsabilità, è partecipazione.

Non c'è futuro per una comunità solidale se i loro membri si comportano da squali.

Certo, non si può essere dappertutto e non si può arrivare a tutto.

Il tempo è quello che è.

Bisogna lavorare.

Bisogna coltivare i rapporti umani.

Ma è importante che almeno un angolo di condivisione ognuno di noi se lo ritagli: che sia per Joomla, per VirtueMart, per Wikipedia o per Linux o per quel che vuoi tu, ma ciò che prendiamo dalla documentazione libera andrebbe in qualche misura restituito.

Credo che se ci fossero meno foto della torta di compleanno su Facebook e qualche approfondimento in più su uno dei forum o dei wiki liberi, il mondo sarebbe un filo migliore.

Non ho nulla contro le torte: amo mangiarle (e la mia trippazza lo dimostra). Ma mi chiedo che cosa sto condividendo veramente se le fotografo e le posto su Facebook...

Vorrei concludere prendendo una posizione pubblica: come ho detto, io partecipo alla vita del forum di VirtueMart, che mi occupa già abbastanza. Ma da oggi mi ci impegnerò non solo perché VirtueMart fa parte della mia sfera professionale, ma anche per i motivi che ho espresso nell’articolo.

Ma non è tutto qui. Di articoli su Joomla ne ho già scritti qualcuno, pubblicati però sul mio sito personale. Ovviamente, mi servono per creare traffico sul mio sito, ma in futuro li pubblicherò su Joomla.it e nel mio sito pubblicherò solo richiami ad essi.

Infine, porterò i principi di cui ho parlato qui all’interno di Joomla!Lombardia, l’associazione regionale di cui faccio parte. So che molti soci sono sensibili a questi argomenti, ma c’è bisogno che i motivi siano ricordati e che gli esempi siano visibili. Poi, ovviamente, ognuno contribuisce secondo la sua sensibilità, la sua competenza e la sua missione di vita.

1Io vivo a Gorgonzola, tra Milano e Bergamo. Qui lavora gente che, mentre tu ti soffi il naso dopo uno sternuto e butti via il fazzolettino, fa in tempo a tirare su un palazzo di cinque piani, finiture comprese.

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